
Civismo attivo: l'antidoto alla propaganda sterile.
Ci sono alcune richieste di tutele sociali che segnano il nostro tempo: Immigrazione, Lavoro, Salute, Sicurezza, difesa del Patrimonio.
Da sinistra vengono affrontate con soluzioni che a molti appaiono inadeguate, che rappresentano esse stesse il problema.
Anche se la ricetta che viene da destra è consapevolmente demagogica, viene ritenuta comunque un tentativo di risposta, migliore dei dogmi di solidarietà e uguaglianza ripetuti meccanicamente dai democratici come unica soluzione accettabile.
Questa situazione determina la condizione peggiore che sia possibile immaginare:
· Le richieste rimangono inevase, i problemi si aggravano con il passare del tempo;
· L’incapacità della politica, trasmette la propria inutilità, con la conseguente diserzione dalle urne;
· Il populismo, anticamera del qualunquismo, conquista masse sempre più ampie.
Ciascuno legge e ascolta solo pagine di approfondimento e salotti televisivi affini al proprio pensiero, alimentando inconsapevolmente l’aridità di ragionamento che marca il periodo in cui viviamo.
Ciascun partito coltiva la propria propaganda, il proprio interesse, propone soluzioni improbabili con programmi a breve termine.
I grandi temi dovrebbero invece trovare convergenze e soluzioni condivise, con orizzonti a 10, 20 anni, realizzate anche nell’avvicendarsi da chiunque vinca le elezioni, ma questo comporta una maturità politica purtroppo oggi utopica.
L’unico antidoto possibile a questa catastrofe è una più estesa crescita culturale, la necessità di confronto, il rifiuto di queste politiche di facciata; è la ricerca di ampie e nuove forme di partecipazione della società civile, è nel civismo consapevolmente attivo.